Aumenta l'ostilità per gli stranieri. E anche rispetto al 2017 aumenta l'odio verso "gli altri" e verso chi li aiuta. Alla presentazione del rapporto annuale, Gianni Rufini, il DG di  Amnesty International Italia, ha detto: 
   Lo avevamo denunciato con forza un anno fa, nella presentazione del Rapporto Annuale 2016- 2017, ed era la nostra massima preoccupazione fin dal 2015: il grave degrado del confronto politico e culturale nel nostro paese, con una deriva sempre più veloce verso il razzismo, l’odio e la violenza.
   L’ultimo anno lo ha confermato, non solo con il crescente spostamento dell’opinione pubblica e, soprattutto, del mondo politico verso posizioni xenofobe e discriminatorie, ma anche con l’esplodere della violenza in centinaia di casi in tutto il territorio nazionale. I recenti fatti di Macerata, che hanno prodotto giustificazione e sostegno da parte di molti verso il terrorista che ne è stato responsabile, e a seguire quelli di Palermo e di Perugia, in cui dei militanti sono stati aggrediti fisicamente da avversari politici, sono il sintomo di un imbarbarimento sempre più grave del nostro paese.
   Di fronte a questa grave degenerazione del dibattito politico e sociale, che lascia interdetta e attonita una gran parte dei cittadini italiani, non sembra che si siano attivati quei meccanismi che dovrebbero garantire il rispetto dei diritti e l’agibilità degli spazi democratici nel nostro paese. Politica, magistratura, forze dell’ordine e media sembrano tutti inerti, se non addirittura complici, di fronte a questo fenomeno, che sta letteralmente intossicando non solo il rapporto tra italiani e migranti ma anche quello tra italiani e italiani.
   Oppositori politici, persone LGBTI, donne, Rom, poveri e altre persone vulnerabili entrano sempre più spesso nel mirino, vittime di una intolleranza ed emarginazione sempre più spietata, che disumanizza chi è diverso da “noi”, in una logica di ostilità e contrapposizione. Nell’ambiente perversamente favorevole dei social media, questa intolleranza si traduce ormai sistematicamente in odio, insulto, offesa grave, incitamento alla violenza.
   Il linguaggio di odio, con il suo corredo di fake news, è moneta corrente sui mezzi di comunicazione e rischia di creare una società sempre più divisa, favorendo gravi passi indietro nei confronti dei diritti umani. Per questo Amnesty International ha scelto di combattere innanzitutto contro l’odio, nello sforzo di riaprire spazi di confronto ragionevolmente civile tra i cittadini, e ci siamo dati degli strumenti per farlo.
   La Task Force Hate Speech
  Innanzitutto abbiamo iniziato, già da due anni, a proporre agli attivisti un impegno attivo sulla Rete, per monitorare e contrastare la diffusione dell’odio online. Abbiamo creato una task-force, oggi composta da 80 persone, e destinata a crescere significativamente, che interviene in conversazioni in cui il livello di discriminazione e odio nei confronti di migranti, persone LGBTI e rom è inaccettabile, in un’ottica di diritti umani uguali per tutti.
   Eccone i numeri:
• 186 attivazioni durante fase pilota (durata giugno-settembre 2016) + 319 attivazioni da inizio progetto (settembre 2017) a oggi.
• da settembre 2017 la task force è entrata in piena attività con un incremento di azione rispetto al pilota del 63%".
• Le tematiche legate a migranti e rifugiati su cui interveniamo: Islamofobia, xenofobia, terrorismo, politiche securitarie
• Tematiche legate a rom: nomadismo, furto, finta povertà • Tematiche legate a LGBTI: odio verso l’omosessualità e la diversità, stereotipizzazioni di genere, rifiuto totale delle famiglie non tradizionali
   Attualmente il 50% degli attivisti è impegnato nel supporto alle segnalazioni del Barometro dell’Odio, all’interno della campagna Conta Fino a 10
Conta fino a 10: il Barometro dell’odio
In occasione della campagna elettorale 2018, monitoriamo i profili facebook e twitter di tutti i candidati ai collegi uninominali per le elezioni di Camera e Senato dei primi quattro partiti e coalizioni, per un totale di 1.392 candidati. Più i profili di tutti e 17 i leader più i 9 candidati a presidente della regione Lazio e i 7 a presidente della regione Lombardia.
Si tratta di una grande campagna di attivismo: oltre 600 persone su tutto il territorio che hanno raccolto quasi 500 dichiarazioni nei primi 10 giorni. Abbiamo coinvolto istituti di ricerca, università, ed esperti sia sulla metodologia che sulla narrativa alternativa e fact checking.
Le dichiarazioni dei candidati vengono classificate in tre gruppi:
• giallo – linguaggio offensivo/che veicola stereotipi
• arancione – grave, discriminazione/razzismo
• rosso – molto grave, incitamento all’odio e alla violenza
I primi risultati ci parlano di 117 candidati che sono autori di circa 500 dichiarazioni. Rappresentano l’8% dei 1.425 candidati monitorati (parlamentari + leader + regioni).
Il 42% delle dichiarazioni segnalate provengono da leader. Il 37% da candidati parlamentari e il 21% da candidati presidenti. 1 leader su 3 fa ricorso a discorsi offensivi, razzisti e di odio.
Il 50% delle dichiarazioni sono da attribuire a candidati della Lega, il 27% a Fratelli d’Italia, il 18% a Forza Italia
I risultati (assemblati per partito) vengono pubblicati quotidianamente sul nostro sito (https://www.amnesty.it/barometro-odio/). Alla fine del progetto, analizzeremo a fondo e pubblicheremo i materiali raccolti in un rapporto.
Ecco alcuni esempi delle dichiarazioni rilevate:
  
Giorgia Meloni, Video su Facebook - 17/02
«L'Istat fotografa quella che noi chiamiamo la sostituzione etnica».
C'è un problema che l'immigrazione clandestina provoca un aumento dei reati. [...] Dobbiamo difendere l'identità [...] i confini e poi il resto.»
“Siamo vittime di un disegno di pulizia etnica per cui gli italiani scappano e arrivano gli immigrati, perché tanto in Italia non si fanno più figli”
 
Ugo Cappellacci, Forza Italia, post su Facebook - 12/02
«Non sono razzista, ma questo è razzismo alla rovescia». «I nostri pensionati meritano altro.... io non ci sto più a tutto questo»
 
Roberto Fiore, L’Italia agli Italiani, Twitter, 12/2
“#Macerata, Lucky Awelima, tra gli squartatori cannibali di #Pamela, alloggiava a nostre spese in un hotel 4 stelle, che fortuna 'sto Lucky, che risorse questa immigrazione!”
 
Silvio Berlusconi, Twitter - 19/02
«Qualunque persona responsabile si rende conto che 600 mila persone che vivono ai margini della società sono una bomba sociale pronta a esplodere. »
  
Matteo Salvini, post su Facebook - 8/02
«Nella dichiarazione islamica dei diritti dell'uomo c'è scritto che la donna vale meno dell'uomo, che la libertà di pensiero e di parola è limitata rispetto a quanto imposto dal Corano. C'è dell'INCOMPATIBILITÀ con i nostri VALORI.»
Matteo Salvini, Video e post su Facebook - 17/02
«ANZIANI costretti a rovistare negli scarti del mercato, CLANDESTINI protestano perché non "gradiscono" il cibo...!»
  
Stefania Pucciarelli, Lega, post su Facebook - 17/2 «Al centro di accoglienza di Briatico un Nigeriano ha arrostito un cane. Intanto La Boldrini continua a dire che dobbiamo imparare dallo stile di vita dei migranti»
 
 Benedetta Fiorini, Forza Italia, Twitter - 14/02
«#Razzismo contro gli italiani a Sassuolo»
  
Attilio Fontana, Twitter - 17/02
«L'insicurezza? Colpa degli immigrati»
  
Vittorio Sgarbi, Forza Italia, post su Facebook - 14/02 4
«La figlia di Gino Strada può stare tranquilla: non troverà fascista che voglia fare sesso con lei, e tanto meno riprodursi in lei; non vorranno darle una gioia, sacrificandosi. La figa è un’altra cosa, e non ha orientamento politico. Per questo faticherà a trovare anche comunisti disposti a fare sesso con lei. Diciamo che la questione non è politica, e finirei qui.».